Quando e’ nato Emilio,il nostro primo figlio,  un bimbo di Kg 4,150  e lungo 53 centimetri, una testa piena di capelli neri, dopo tutti  gli auguri di rito e  la festa per la nascita, abbiamo dovuto scegliere il Pediatra.

La scelta e’ caduta su un giovane e brillante pediatra, attivo con i corsi pre e post parto e di cui tutti dicevano un gran bene.

Alla prima visita ci ha consigliato di portare il bimbo in piscina, l’acqua e’ il suo elemento naturale, scopriamo che lui era il responsabile dei corsi.

Una volta al mese andavamo a visita di controllo, visite veloci ma che finivano sempre con rassicurazioni che tutto procedeva per il meglio e non c’erano problemi. 

Ci congedava con  buste di prodotti diversi, dal latte ai biscotti e omogeneizzati vari, lo studio era pieno di questi prodotti di tutte le marche. Cose che noi regalavamo regolarmente, perche’ Emilio e’ cresciuto con il latte della mamma e lo svezzamento lo abbiamo fatto con i prodotti del nostro orto e quello che non avevamo noi lo compravamo nei negozi bio.

Nel confronto con gli altri bimbi nati nello stesso periodo notavamo che Emilio accusava un certo ritardo nei movimenti, ma il pediatra ci diceva da stare tranquilli perche’ non c’erano problemi, ogni bimbo ha i suoi tempi, noi inesperti e fiduciosi stavamo tranquilli.

Dottore Emilio non gattona e‘ un problema? Non preoccupatevi quando sara’ il momento si alzera’ e comincera’ a camminare, la fase del gattonamento non e’ essenziale. Dopo abbiamo scoperto che e’ una bestemmia una simile affermazione.

Dottore Emilio non apre i pollici c’e’ da preoccuparsi? Nessun problema li aprira’ a tempo debito.

Per ogni nostro dubbio o domanda lui ci diceva sempre di stare tranquilli, la crescita procedeva nei limiti previsti. 

A dieci mesi, un sabato mattino, Emilio aveva la febbre alta e per prudenza siamo andati all’ospedale per un controllo, e’ cambiato il nostro mondo.

Il medico di turno ci ha fatto notare che Emilio aveva dei problemi, che era indietro nella crescita   e  pertanto bisognava rivolgersi ad una struttura specializzata per accertamenti.

A quel tempo Emilio diceva solo qualche parolina, nel box si alzava ma sempre attaccato alla rete, se lo mettevamo a sedere  cascava sempre e per camminare bisognava sempre tenergli le mani. Per mangiare era molto lento e mangiava poco, a volte vomitava quello che aveva appena mangiato.

Per il giovane e brillante pediatra era tutto nella norma.  

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