Era da un po’ di tempo che in famiglia avevamo il desiderio di trascorrere un Natale sulla neve.

Nulla di piu’ semplice, normalmente si prenota un albergo ci si attrezza e si parte, ma per noi c’era un ostacolo da superare, Emilio come lo portiamo?  Andare sulla neve con il passeggino non e’ certo una cosa agevole, anzi  e’ impossibile, bisognava trovare una soluzione.

I problemi erano che Emilio non reggeva ne’ il busto ne’ il capo, quindi bisognava trovare un attrezzo che lo sorreggesse, facile a dirsi un po’ piu’ difficile da trovare.

 Cominciai a fare il giro dei negozi specializzati, sperando  di trovare una qualche soluzione, una slitta o un bob o un  qualche attrezzo che ci risolvesse il problema, purtroppo non c’era niente che facesse al caso nostro. Dopo avere speso diverse ore su internet ed essere andato anche ad una fiera di settore , ho dovuto concludere che non  c’ere niente.

Non avevo trovato nulla ma non avevo abbandonato l’idea di portare la famiglia sulla neve.

La soluzione che tanto avevo cercato vicino e lontano, dopo tanto navigare in internet  la trovai in un armadio di casa.

Stavo sistemando l’armadio degli attrezzi sportivi quando mi capito’ tra le mani il mio primo paio di sci,vecchi di circa vent’anni ,ossia  inizio anni ottanta. Belli lunghi e larghi, come si usavano allora. 

Con un po’ di nostalgia per gli anni passati, mi chiedevo cosa farne se buttarli via o meno, ma mentre indugiavo mi venne l’idea, la grande idea.

Mettere un passeggino sui miei vecchi sci.

Dopo aver riflettuto sul progetto e controllato il materiale di cui disponevo, capii che la cosa era fattibile, potevo realizzarlo.

 Tolsi dagli sci gli attacchi per gli scarponi e dal passeggino  le ruote. Fabbricai degli attacchi tubolari da fissare sugli sci, le gambe del passeggino, prive di ruote, venivano inserite e fissate nei tubolari  e il gioco era fatto.

Potevo portare Emilio sulla neve, avevo  realizzato il Passeski.

La prova sulla neve non poteva darmi maggior soddisfazione.

Emilio seduto comodamente nel passeggino e mia moglie Mariarita che senza alcuna fatica lo spingeva.

Mi venne voglia di fare una piccola discesa. Dopo una serie di prove determinai  che la guida era la stessa che usano sulle slitte con i cani, un gioco di pesi sulle code degli sci. Provai a scendere  sul campino scuola di discesa  e vidi che la cosa era fattibile, tra lo stupore  di tutti i presenti, mai visto un passeggino che faceva una discesa sulla neve. Per risalire usavo lo stesso impianto di risalita che usavano gli altri sciatori.

 Emilio rideva a crepapelle ed io gioivo da impazzire.

Essendo presente anche delle piste da sci da fondo, mi dissi perche’ no, facciamo anche il fondo. Detto fatto.

Individuai una pista semplice e ci lanciammo, le sue curve e il suo percorso altalenante esaltavano la gioia di Emilio e anche se richiedevano una certa fatica per me,  la cosa era fattibile, infatti facemmo diversi giri.

Avevo superato e di gran lunga le mie piu’ rosee previsioni. Potevamo andare sulla neve tutta la famiglia al completo e divertirci anche, la disabilita’ di Emilio non era da impedimento.

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