Il Natale e’ da sempre una festa dove si rinnovano antiche tradizioni, sia familiari che popolari. Una festa Cristiana che celebra la nascita e quindi l’inizio di una nuova vita, e che vita.

Pur essendo  evento vecchio di millenni  e’ estremamente attuale per i suoi contenuti e le situazioni in cui si e’ sviluppato,  forti sono i richiami in esso contenuti, come la poverta’, l’immigrazione e l’amore nella famiglia nei momenti difficili.

Nella mia famiglia, come in tutto il sud Italia,  c’e’ stata sempre la tradizione di festeggiare il Natale con una ricca cena della vigilia, c’e’ un vecchio detto che cosi’ recita : chi non si sazia la notte di Natale non si sazia per tutto l’anno. Ossia nei tempi passati quando il cibo non sempre era presente sulle tavole, la cena della vigilia di Natale faceva eccezione, doveva essere sempre ricca e quindi era l’occasione per mangiare in abbondanza e dimenticare la penuria di tutto l’anno.

La cena si dilungava  tra cibo ed allegria, i bambini a sbirciare i pochi pacchi con i regali e gli adulti a ridere e scherzare fino al momento in cui bisognava prepararsi per  andare in chiesa ad assistere alla  Messa di mezzanotte. Questo e’ il ricordo che ho della mia infanzia.

Oggi per abbondanza di cibo e regali e’ praticamente Natale tutti i giorni.

Con la nascita di Emilio le nostre cene di Natale hanno subito una  revisione. Pur continuando la tradizione della cena con familiari ed amici e lo scambio di doni, abbiamo eliminato inizialmente la consuetudine di andare a Messa alla mezzanotte, poi con il passare degli anni la tavola da pranzo andava disposta in base alle dimensioni del passeggino di Emilio e cosi’ che pur essendo il piu piccolo si e’ ritrovato ad occupare il posto di capotavola, riservato notoriamente ai nonni.

Il momento dello scambio dei doni e’ sempre stato una fonte di allegria e schiamazzi. I  pacchi passano da mano in mano per arrivare ai destinatari, i bimbi non riescono a sciogliere i nastri quindi strappano la carta con foga perche’ vogliono vedere il contenuto, e’ tutto un rincorrersi di esclamazioni, di gioia se il regalo e’ gradito o di delusione se non e’ quello che si aspettavano.

Prima dell’ultima regressione, Emilio a  tutta questa confusione dava il suo contributo con vocalizzi di gioia, battendo le mani sulla tavola ed il momento piu’ esaltante era quando arrivavano i suoi  regali, gli occhi gli splendevano di gioia,  il viso esprimeva felicita’ ed eccitazione, non permetteva che si perdesse tempo a sciogliere i nodi, la sua gioia era strappare la carta della confezione e vedere la confusione che si generava. Piu’ che i regali per lui il momento piu’ esaltante della festa, era l’apertura dei pacchi e la gioia per tutta la confusione che si generava, godeva della gioia che lo circondava.

Questo prima dell’ultima regressione.    

 

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