“Che c'è che non va in lui?”

Odio questa domanda. Implica che le esigenze speciali di mio figlio sono una cosa cattiva.

Non consideriamo Cooper un disabile, anche se suppongo sia il termine corretto per indicare i suoi ritardi di apprendimento.

Sono sfide: questa è la parola che preferiamo. Troppo spesso le esigenze speciali sono viste come qualcosa di negativo. I bambini come Cooper sono lasciati da soli, chiamati i ritardati in classe, anche se questo non è assolutamente vero.

Certamente dedichiamo molto tempo per cercare di migliorare il suo ritardo, non è una fissazione.

Al contrario, mio marito ed io cerchiamo di coltivare il talento e i punti di forza di nostro figlio. Appena notiamo un suo nuovo interesse, lasciamo che si cimenti.

Ad esempio, quando Cooper si è interessato ai dinosauri, gli ho comprato un libro con le foto di tutti i dinosauri noti nel mondo. Quando ha iniziato a imparare i nomi dei dinosauri, abbiamo iniziato a usarli nei nostri esercizi di linguaggio. Ora Cooper riesce a pronunciare nomi che neanche il terapista del linguaggio riesce a dire.

Identificare i dinosauri, e ora gli squali, è motivo di orgoglio per Cooper. Quando gli chiedono se è ritardato, prendiamo uno dei suoi libri e sorridiamo perché Cooper tira fuori tutte le sue conoscenze sui rettili preistorici.

Cooper adora la musica e cantare e quindi abbiamo comprato alcuni strumenti musicale. Ha una chitarra, due batterie, un'arpa, un flauto, le maracas e un tamburo. Da un momento all'altro può iniziare una jam session in sala con il papà!

Spesso alla fine dei compiti ci scateniamo con la musica o suonando gli strumenti o ascoltando Cooper che canta le sue canzoni preferite- Come quando pronuncia i nomi dei dinosauri, i suoi problemi di linguaggio sembrano svanire quando canta.

I genitori hanno grandi ambizioni per il futuro dei figli. Per i genitori dei bambini con esigenze speciali, la nostra speranza è diversa, vogliamo che nostro figlio stia il meglio possibile. Ma sappiamo che il nostro "meglio" è un po' diverso.

Sono convinta che tutti i bambini siano in grado di dare il massimo. I bambini credono in quello che gli adulti dicono loro. Quindi se diciamo che c'è un problema, loro ci crederanno. Ma se mettiamo un po' da parte quello che non va e pensiamo ai punti di forza e agli interessi, inizieranno a sbocciare come non credevamo possibile.

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