Emilio aveva diciotto mesi, quando mia moglie MariaRita ha partorito Andrea.

Per il parto siamo andati presso l’Ospedale di Poggibonsi, dove era presente una stanza attrezzata  per il parto naturale, solo noi e l’ ostetrica.  

Diverse erano le possibilita’ che una partoriente aveva a disposizione, in acqua, con la sedia olandese, su un grande cuscino  o nella posizione che la stessa ritenesse piu’ comoda per lei.

Abbiamo vissuto ogni momento con  gioia e con angoscia, se non proprio terrore, allo stesso tempo.

La gioia era ovvia ma il terrore derivava da una domanda che nessuno aveva il coraggio di formulare. La  domanda  a cui tutti pensavamo ma nessuno poneva era  : sara’ portatore della Sindrome di Leigh anche Andrea?

Non avendo ancora accertato in maniera definitiva le problematiche di Emilio, nessuno dei medici si sbilanciava e quindi eravamo tutti in tensione. Purtroppo non c’erano e non ci sono ancora oggi test  da poter effettuare, almeno per come si presenta in Emilio la patologia. In seguito siamo venuti a sapere che le probabilita’ che anche Andrea fosse affetto da tale sindrome, erano di una a quattro, una percentuale molto alta.

E’ con grande emozione che ricordo sempre il momento in cui, ancora con il cordone ombelicale non reciso, l’ostetrica ha consegnato Andrea, ancora tutto sporco, alla mamma. Ecco, questo e’ suo figlio, un bellissimo maschietto, congratulazioni e tanti auguri a voi tutti e a lui in particolare, queste le esatte parole dell’ostetrica.

Penso che questi auguri siano stati un ottimo viatico per il bimbo. Infatti da un primo esame risultava tutto perfettamente nella norma. La prima cosa che abbiamo guardato, io e mia moglie, sono state le mani, i pollici erano dritti e non piegati all’interno come Emilio. Queste piccole mani hanno cominciato a rimuovere quel macigno  che ci opprimeva.

Per i primi mesi abbiamo osservato ogni singolo movimento di Andrea, ogni minimo intoppo , anche una semplice febbre o raffreddore, era motivo di apprensione e di paura. 

Fortunatamente il bimbo cresceva sano e robusto, un torello. Anzi precoce sia nel parlare che nel camminare.      

La pediatra e i medici specialisti ci confortavano con notizie positive e cosi’ lentamente ci siamo liberati delle paure che ci attanagliavano. Oggi e’ un bel ragazzo adolescente, molto maturo per la sua eta’ e ci da’ una mano nella gestione quotidiana di Emilio.

Quando abbiamo deciso di concepire il secondo figlio , non avevamo nessun sentore dei problemi di Emilio, l’idea era di crescere in contemporanea due figli. Un po’ di sacrifici ma intanto crescono assieme, cambiare il pannolino a uno o a due non era un problema, come si dice, siamo a ballare e balliamo.  Il desiderio era quello di una bella famiglia con diversi figli.

 Purtroppo alla luce della situazione che era venuta a crearsi, abbiamo dovuto rivedere i nostri progetti di famiglia numerosa.

 E’ stata una rinuncia dolorosa ma necessaria, abbiamo provato a parlarne con i medici che ci seguivano, ma tutti sono stati concordi, il rischio e’ troppo grande e razionalmente abbiamo deciso di non correre tale rischio. Ha vinto il raziocinio sul cuore

Things you might like

Other articles you might enjoy...

Survey icon

Public Opinion…

What sort of sling do you use?